venerdì, marzo 23, 2007

Se siete Patagarri ci sarà un perchè - Shatzy!

Ero partita dalla mia casetta ai bordi del bosco da un sacco di tempo e il mio viaggio non aveva un vero e proprio scopo. O, se preferite, il viaggio era lo scopo: volevo vedere il mondo, non avevo nulla che mi tenesse più ancorata a quella casetta solitaria, sarebbe stato bello trovare un angolino dove valesse la pena di farsene un'altra di casetta. Meglio ancora se viaggiante, in modo da potermi spostare dove più mi andava, come una lumachina.
 
Inizialmente avevo viaggiato sola, il mondo è grande e accogliente per una piccola gnoma.
Poi ho iniziato a sentire un po' la solitudine e mi sono aggregata a un gruppo di strani personaggi: c'era Winghael, o almeno un'elfa che le assomigliava molto ma che dopo poco tempo si è persa per strada, c'era Liu Chen, un giovane monaco molto carino, c'era Arual, una guerriera senza macchia, senza paura e senza olio per le giunture, c'era il solito Eoghan e poi raccogliemmo anche una bellissima maga di nome Lailaith, specializzata negli incantesimi untuosi.
Passai parecchio tempo e diverse serate divertenti in loro compagnia ma mi accorgevo che, ovunque andassimo, nuove avventure ci si presentavano agli occhi e gli eventi ci richiedevano un'abilità nei combattimenti che io non avevo. Cosa sarebbe successo se mi fossi trovata a fronteggiare da sola i nemici che avevo incontrato con loro?
Decisi quindi di partire da sola per una sorta di "allenamento" speciale.
Ho girovagato, vagabondato, zampettato e dormito parecchio e non c'è luogo in tutta Ergoth che non conosca e in cui non sia passata.
Durante questi vagabondaggi, un giorno mi trovai a passare per il villaggio di Ker-Manth. Da lì si poteva salire per esplorare le montagne e quale occasione migliore per una gnoma che ha sempre vissuto in pianura?
Ho così iniziato ad inerpicarmi su per i sentierini e alla fine sono arrivata in una specie di villaggio fantasma che non era segnato sulla mia mappa. I villaggi fantasma non sono mai cosa buona, così ho proseguito ancora per un po' e mi sono accampata fuori dal centro ex-abitato. Quando mi sono svegliata però il mio zaino, con dentro mille e più tesori, nonchè tutto il mio equipaggiamento era sparito.
Piuttosto alterata, e in parte anche sorpresa per essere stata derubata proprio io che sono una ladra provetta, mi lanciai all'inseguimento del manigoldo e, sentendo rumori oltre la cresta della montagna, mi misi in agguato e sbirciai giù: nella valle, chiusa tra le montagne, stava la più grande comunità di goblin, coboldi e qualche orco che avessi mai visto.
In fondo alla valle c'era una grossa caverna con portone, con alcune guardie che la sorvegliavano, e proprio sopra la caverna, agganciato ad un tronchetto di legno..... il mio zaino!! come aveva fatto a finire lì sopra??
Mi capirete bene se vi dico che ero molto indecisa su come muovermi: la caverna era lontana e i goblin, anche se ora non sono quei gran nemici, per me allora erano piuttosto difficili da sconfiggere, specie se organizzati in comunità grandi come quella.
Mentre mi scervellavo su come recuperare almeno parte della mia roba, improvvisamente mi si è avvicinato un tipo che mi ha consigliato di fare silenzio. Com'era possibile che non l'avessi visto nè sentito arrivare? Eravamo sulla cresta di una montagna, per Olidammara!
Come avrete forse capito, il tipo in questione era Erin che, ridacchiando come un pazzo, mi ha invitato a seguirlo: dopo avermi convinta recuperando chissà come il mio zaino, ha fatto un breve fischio e all'improvviso si è sentito come un canto e tutti, ma dico proprio tutti i goblin e coboldi vari hanno iniziato a ballare.
Credetemi se vi dico che vista dall'alto la scena era davvero eccezionale: una discoteca di goblin a cielo aperto!
Mentre i mostriciattoli ballavano a più non posso, io ed Erin sgattaiolammo dentro la caverna indisturbati e rubammo un po' qua e un po' là. Mi piaceva questo ragazzo!
Sempre indisturbati uscimmo carichi d'oro e scappammo, mentre il canto cessava e i goblin si riprendevano dalla loro follia.
Erin mi portò al villaggio fantasma e, in una cantina piena zeppa di tesori e meraviglie varie, mi raccontò della sua storia, dicendo di essere stato un tempo il più grande ladro di tutta Ansalon.
Ora purtroppo le sue ruberie gli si erano ritorte contro: un giorno nelle cripte della città di Pax Tharkas rubò un bastone e Otto rubò un anello. Entrambi questi oggetti erano indossati da un'armatura che portava incastonato al centro un enorme e bellissimo diamante verde.
Purtroppo Erin e Otto non riuscirono a prendere anche il diamante che era incastrato e non usciva e, quando arrivarono al villaggio sulle montagne, improvvisamente sia dal bastone che dall'anello partì un raggio verde che colpì entrambi, maledicendoli: Otto sarebbe stato costretto a patire periodicamente atroci dolori ed Erin invece sarebbe stato per sempre condannato a non allontanarsi più di un km dal bastone, che subito si conficcò in terra e lì rimase. Il bastone periodicamente affondava sempre di più nel terreno, chiudendo il cerchio entro il quale Erin poteva muoversi ed entro la fine dell'anno sarebbe sprofondato del tutto.
Il ladro più famoso di Ansalon mi spiegò che occorreva inserire il diamante verde nel bastone per sciogliere la maledizione, diamante verde che si trovava ovviamente ancora nelle cripte della città di Pax Tharkas.
Presi a cuore la faccenda, quel ladro era molto simpatico, mi insegnò alcuni trucchetti divertenti e mi affidò Otto, perchè potesse condurmi alle cripte. Purtroppo mi fu impedito di parlare della maledizione altrimenti sia Otto che Erin sarebbero stati uccisi.
 
Partii quindi con Otto e il mio zainetto in spalla e, dopo aver molto camminato, incontrai sulla mia strada di nuovo qualcuno che conoscevo: Eoghan. Mi raccontò che il vecchio gruppo era ormai sparpagliato ai quattro venti: Lailaith e Liu Chen erano misteriosamente spariti un giorno, Arual aveva deciso di andare ad allenarsi "privatamente" e tornare più forte che mai. Eoghan era quindi rimasto solo, ma siccome è nella natura dei bardi circondarsi di ammiratori e simpatizzanti, aveva raccolto altri due vagabondi: un elfo verde con una grande aura di saggezza e un piccolino, gran tronco di gnocco, che ovviamente era ladruncolo come me.
 
I miei ricordi a questo punto si fanno confusi, fummo convocati dal capovillaggio che ci chiese di partecipare al Torneo dei Sei Regni e ci fornì di tutte le indicazioni utili.
Decisi di accettare la proposta e partire con loro. Non mi ero mai spinta oltre i confini di Ergoth e se volevo raggiungere il regno di Qualinesti era ora di farlo.
Quale migliore occasione che viaggiare tutti in compagnia? E poi la fine dell'anno era ancora lontana, avevo tutto il tempo di raggiungere Pax Tharkas.
Mi incamminai così con la compagnia, che si arricchì durante il viaggio di uno gnomo chierico, e insieme ci capitarono mille e più avventure, trovammo porte strane, sacerdoti che celebravano riti misteriosi, passaggi che ci portavano come un portale da un luogo all'altro, tutto il mondo sembrava essere collegato.
Arrivammo infine al Torneo, avevo fretta di concluderlo, con successo o meno non era importante, l'importante era concludere il Torneo e raggiungere Pax Tharkas.
Purtroppo, come sapete bene, le cose non andarono esattamente così ma la situazione si rivelò addirittura utile, perchè trovammo l'ennesimo passaggio segreto che ci portò a Que Shu, nel regno di Qualinesti, evitandoci un noiosissimo e pericolosissimo viaggio per mare e per terra.
Il gruppo decise di seguire le orme dei Diavoli dell'Ovest e io li assecondai, in parte perchè si dirigevano verso Pax Tharkas, in parte perchè ero curiosa: Erin era uno dei cinque Diavoli dell'Ovest, volevo capire esattamente che genere di persone fossero.
 
Il resto è storia moderna che ben conoscete, recuperammo il diamante, liberammo Erin etc etc etc. La mia missione è conclusa, ora sono libera ma abbiamo, anzi, ho promesso che seguiremo i Diavoli dell'Ovest e li aiuteremo a bloccare il portale dei malvagi. Erin e Seret mi piacciono molto, potrebbe essere divertente e istruttivo viaggiare con loro e inoltre non ho avuto molte occasioni per esplorare la parte ad Ovest di Solamnia.
Uhm.... Diavoli dell'Ovest... Ovest.... mah...
Comunque ho deciso di partire con loro.
 
Patagarri&simpatizzanti voi che volete fare?
Insomma, vi fate trascinare così nell'avventura senza motivazione?
 
Edel, tu che volevi a tutti i costi seppellire Eoghan a Pax Tharkas, che farai? Tornerai indietro? Tanto più che non eri con noi al castello di Jelek, magari non hai mai neanche sentito parlare del Giullare. Perchè seguirci ora?
Winghael, il tuo scopo era liberarti dalla maledizione e ci sei riuscita, adesso sei libera, che vuoi fare? Buttarti in quella che potrebbe essere una pericolosissima battaglia dalla quale potresti non uscire viva? Perchè non rimanere qui a goderti il sole di Ergoth?
Shuro, se la tua idea era unicamente quella di partecipare al Torneo com'è che sarà quasi un mesetto che ci zompetti alle spalle? Non sarebbe meglio tornare a Solamnia, la patria dei chierici, e vedere se c'è qualche speranza che il Torneo riprenda?
Geeno, tu che sei di base ladrica come me, forse sei l'unico di cui potrei capire la motivazione: quale insulto migliore, per uno che ha tradito le Ombre Nere, che rompere loro le uova nel paniere, impedendogli di raggiungere il loro obiettivo? è questa la tua idea?
 
Insomma Patagarri, perchè vogliamo andare a Jelek?
Sarebbe cosa buona e giusta, per una volta, rispondere a queste domande. Anche magari tralasciando le parti che non volete siano scoperte, oppure raccontate una frottola credibile, magari non che vostra cara zia abita a Jelek e avete tanta voglia di vederla.
Tanto nessuno di noi, tranne il master, ha i mezzi per sapere chi sta dicendo la verità e chi no. La mia storiella su Erin potrebbe essere tutta una banfata, chi lo sa, però la pietra verde e la maledizione l'avete vista. Sta a voi fidarvi o meno.
 
Forza Patagarri!

2 commenti:

winghael ha detto...

Io trascorrevo una vita pressochè idilliaca nel suo regno con amici e parenti. La sua unica preoccupazione era vincere le giornaliere sfide con l'arco che l'avevano resa l'arciere più abile del villaggio.Feoh, la mia gemella, era la compagna di sempre,colei che da sempre capiva in un mio solo gesto emozioni, sensazioni e sentimenti.Da quando ho ricordi lei era accanto a me fedele compagna di mille avventure, di mille giochi di mille confidenze.
Ricordo come fosse ora quella maledetta notte che segnò la fine del mio mondo idilliaco.Io e Feoh avevamo avuto una discussione quel giorno a causa del mio atteggiamento irruento e poco rispettoso nei confronti di alcuni nostri compagni di giochi, lei sempre giusta e attenta a non ferire chi aveva intorno mi rimproverava sempre spronandomi ad esser migliore, ma io non capivo, non volevo capire...Così quella notte mi allontanai arrabbiata e andai a dormire nel bosco lontano dal villaggio come spesso facevo quando avevo bisogno di stare da sola. Stavo dormendo quando sentì dei forti rumori provenire dal villaggio e volgendo lo sguardo in quella direzione vidi alte fiamme provenire da lì.
Imbracciai l'arco e corsi verso quella che sarebbe stata la visione più raccapricciante della mia vita.
Il mio intero villaggio era stato dato alle fiamme, corpi di amici e conoscenti giacevano ovunque e urla giungevano dqai molti presi in ostaggio da orrende creature che mai prima avevo visto.
Uccidendo quanti più di questi esseri si schierarono sul mio cammino mi feci strada fino alla mia casa dove trovai i corpi dei miei genitori riversi a terra esanimi. Accecata dalla furia e dal dolore non ricordo quanti di questi esseri uccisi facendomi starda per il villaggio. I pochi superstiti combatterono al mio fianco , ma sarebbe stata una lotta impari e disperata se quegli esseri non avessero deciso che avevano avuto ciò che volevano e che potevano andar via.Quando il villaggio si fu svuotato, contammo i morti, medicammo i feriti, io con immenso dolore seppellii i miei genitori e non smisi di cercare mia sorella in ogni corpo.Alcuni giorni dopo i nostri chierici riuscirono a far riprendere un giovane amico che aveva lottato tra la vita e la morte fino ad allora.
Egli mi disse di aver visto Feoh venire rapita insieme a molti altri.
Per il legame che sempre ci ha unito io nel profondo son certa che lei è ancora viva.
Sono partita seguendo le tracce del manipolo di mostri finchè non le ho perse... parevano essersi dissolte nel nulla. Non so come o perchè tutto ciò sia potuto accadere ma non potevo tornare al villaggio che era stato tutto il mio mondo e ripartire da lì. Con i mioei genitori era morta la parte di me spensierata e serena, con mia sorella si eran portati via la comprensione e l'altruismo. Da allora combatto solo per me stessa, aiutando gli indifesi che mi ricordano mia sorella, cercando in qualsiasi posto un segno e giuro che non avrò pace finchè non saprò che le è accaduto e non avrò vendicato la mia famiglia.
Il filo del destino dei patagarri si è intrecciato col mio e si sono mostrati degni compagni d'arme e sventure. Non avendo meta ho fatto della loro la mia finchè un segno non mi indicherà la strda da seguire per perpetrare la mia vendetta allora li accompagnerò, perchè sono gli unici che hanno saputo lenire la mia solitudine e in parte guadagnare la mia fiducia combattendo al mio fianco con valore. La loro guerra sarà la mia finchè sarà una guerra giusta o finchè non avrò modo di combattere la mia guerra personale. Perciò vi seguo Patagarri finchè il fato lo vorrà.

winghael ha detto...

Whinga si scusa per non aver riletto ciò che ha scritto nel commento precedente. Prima che lo puntualizziate voi lo so è sgrammeticato e copiando e incollando un pezzo è cambiata la persona narrante.
Anche gli errori/orrori non si contano ma insomma è l'emozione nel rimembrare quei fatti. Cercate di capire.